Il progetto RiconnettiMi e gli animali in città

Ormai da alcuni mesi i parchi della zona settentrionale di Milano, Balossa compresa, sono coinvolti in un progetto che si chiama “RiconnettiMi: affinchè un riccio passi per il Nord Milano”. Questo progetto, che è stato fortemente voluto da diverse amministrazioni comunali e dalle associazioni che si occupano della gestione dei parchi periurbani cittadini, ha come scopo la creazione di un corridoio verde che permetta ai piccoli animali come i ricci, spesso vittima delle ruote delle automobili, di attraversare senza pericolo i luoghi del loro habitat.

Il progetto ovviamente non pensa solo agli animali ma anche agli umani, che potrebbero avvalersi di questa pista per lunghe passeggiate in mezzo alla natura, a piedi o in bicicletta. Ora che la fusione tra Parco della Balossa e Parco Nord è compiuta ed effettiva, il progetto procederà in modo più spedito, continuando a coinvolgere come ha fatto finora anche i cittadini stessi, chiamati in causa a conoscere più da vicino l’avifauna locale. Ma non solo: “RiconnettiMi” potrebbe anche diventare una sorta di “numero zero”, ovvero indicare la strada anche ad altri comuni che, come Milano, vedono le strade cittadine sempre più popolate da specie animali un tempo selvatiche. Cosa sta succedendo con esattezza? Il fenomeno che si può osservare in tutta Italia è una sorta di “invasione” da parte degli animali nei confronti delle città. Ovviamente non si parla di casi limite, come quelli che si sono potuti riscontrare in altre parti del mondo. Ad esempio in India, ad Agra, centinaia e centinaia di scimmie hanno letteralmente invaso la città al punto che gli abitanti si sono dovuti barricare in casa; a Cape Town, in Sud Africa, dei babbuini si sono impadroniti del cibo venduto nei supermercati e conservato nel frigorifero delle persone. Se nella nostra penisola le cose non sono ancora arrivate a questo punto, è anche vero che le principali città vedono la convivenza ormai abituale tra esseri umani, quattrozampe e uccelli, e anche da noi questo qualche volta ha provocato dei problemi. Ad esempio nel circondario di Firenze proliferano i cinghiali, che possono diventare un serio rischio per gli agricoltori, al punto che il presidente di Confagricoltura Toscana ha chiesto di poter allungare il tempo concesso per la caccia, al fine di porre un freno al moltiplicarsi di questa e di altre specie animali. E altrove le cose non vanno molto diversamente: a Bologna una coppia di falchi pellegrini risiede in modo stabile ormai da anni in Piazza Maggiore, e per il capoluogo emiliano non è raro vedere anche volpi, lepri, scoiattoli, e persino lupi. Per quel che riguarda la capitale, Roma, è la sua stessa conformazione urbana, ricchissima di zone verdi, a stimolare la presenza di una nutritissima fauna locale. Persino i resti degli antichi edifici diventano dei luoghi ideali per alcune specie per nidificare o farsi la tana. A spiegare perché gli animali, che teoricamente dovrebbero essere spaventati dagli uomini, invece si avvicinano tanto alle città, è l’etologo Enrico Alleva, dell’Istituto Superiore di Sanità. Il dottor Alleva spiega infatti che uccelli e mammiferi sono attirati dalla grande abbondanza di spazzatura, che per loro equivale a cibo; inoltre i centri urbani, nella loro espansione, molto spesso hanno finito per invadere quello che era il loro habitat naturale, e quindi gli animali non hanno fatto altro che adattarsi. La convivenza può creare dei problemi, ma il modello indicato dai parchi milanesi Nord e della Balossa potrebbe essere una soluzione adeguata anche per altre città, che consenta di coniugare il rispetto per l’ambiente con la possibilità di migliorare la qualità della vita tanto per i due che per i quattrozampe.