I Parchi di Milano e la tutela della Biodiversità

Ormai è solo questione di pochi giorni e il Parco della Balossa non esisterà più: non esisterà più cioè in quanto PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale), termine con il quale era stato istituito il 3 aprile 2006 con riconoscimento della provincia di Milano, ma diventerà a tutti gli effetti Parco Regionale, entrando a far parte del Parco Nord.

Questo atto è stato infatti ratificato dalla legge regionale 100 del 15 dicembre 2015, con la quale si è decisa l’annessione della giurisdizione del Parco della Balossa al Parco Nord. Il 15 marzo il PLIS verrà ufficialmente chiuso e avrà inizio una nuova pagina nella storia dei parchi dell’hinterland milanese, sempre più avviati ad una profonda interconnessione gli uni con gli altri, in vista di un futuro in cui essi siano davvero una cosa sola. In questa direzione lavora anche il progetto “RiconnettiMI: perché un riccio passi per il Nord Milano”, che sta studiando il percorso migliore da far descrivere ad un corridoio verde che permetta agli animali (ed agli umani) di poter passeggiare indisturbati attraverso le varie aree naturalistiche che si trovano a settentrione della città. Intanto il profondo spirito di collaborazione che anima tutti coloro che lavorano a contatto con le amministrazioni comunali e con le varie associazioni che si occupano di gestire i parchi viene dimostrato dall’impegno che viene profuso per la tutela delle biodiversità locali. Vi è, ad esempio, una specie ittica che rischia fortemente l’estinzione a causa della riduzione del suo habitat naturale. Si tratta della trota marmorata, la quale è stata definita come specie bisognosa di protezione e tutela all’interno della Direttiva Habitat. A mobilitarsi per la sua conservazione sono stati il Parco del Ticino, il Parco Nazionale del Gran Paradiso e infine la stessa Città Metropolitana di Milano, che hanno siglato un protocollo d’intesa che prevede diverse operazioni finalizzate alla conservazione della trota marmorata in tre diversi corsi d’acqua. Questo protocollo d’intesa si inserisce nel più vasto progetto “Life+Bioaquae”. Il piano che è stato sottoscritto è triennale e, al di là del suo scopo più immediato, ovvero la preservazione della razza della trota marmorata, annovera anche diverse misure che testimoniano un forte spirito di cooperazione e collaborazione. Nel corso di questi tre anni, infatti, gli Enti coinvolti si impegnano a fare tutto ciò che sia necessario ai fini del recupero ambientale, anche al di là dell’immediato ambito di applicazione del protocollo sottoscritto. Inoltre si impegnano a scambiarsi informazioni ed esperienze di tipo tecnico scientifico per quel che concerne la cura e il ripopolamento delle specie ittiche. Ogni ente cioè darà il proprio apporto, contribuendo sia con materiale umano che di altra natura. Il presidente del Parco del Ticino, Gian Pietro Beltrami, e il consigliere delegato Fabrizio Fracassi, esprimo con parole diverse lo stesso concetto: la consapevolezza che solo l’impegno dei diversi enti istituzionali e non, ognuno per le proprie competenze, può dare vita a risultati concreti e duraturi nel tempo. La salvaguardia del territorio e delle forme di vita che lo popolano è infatti un compito fondamentale e imprescindibile, ma oneroso e non facile da svolgere. Per questo fin da subito i parchi periurbani di Milano hanno sentito il bisogno di collegarsi tra di loro e di collegarsi ad altre realtà territoriali, quale il Parco del Ticino, per trovare nell’unità e nella coesione la forza e le risorse necessarie per garantire il futuro del verde urbano e della sua avifauna.