Il destino e l’importanza dei parchi periurbani

Le grandi metropoli mondiali, e anche quelle italiane, come Milano, hanno bisogno di un polmone verde, di una realtà che consenta di uscire dall’agglomerato di case e strade per ritrovare una dimensione che sia più a contatto con la natura. A Milano, questo si traduce nella realtà dei cosiddetti parchi perirubani.

Nello specifico, a Milano esistono quattro parchi distinti: il Parco Agricolo Sud, il Parco Nord , il Parco della Media Valle del Lambro e il Parco della Balossa, realtà che operano comunque in sinergia, costituendo una sorta di cintura periferica della città che ha la necessità di compiere azioni in comune accordo. L’importanza della sussistenza di questi parchi è fuori discussione, ma purtroppo la loro stessa sopravvivenza è stata messa in forse dall’abolizione delle Province, poiché era questo l’ente proposto ad erogare i necessari finanziamenti per la manutenzione di tali aree. Il problema è stato discusso dai sindaci della zona e dai presidenti dei Parchi durante il festival della Biodiversità che si è tenuto proprio al Parco Nord nel 2013, all’interno di un convegno intitolato “Una città metropolitana verde e sostenibile. Il ruolo dei parchi periurbani”. La sede del convegno è stata la Cascina Centro Parco, che si trova all’interno di un’area che ha un’estensione complessiva di circa 700 ettari, e comprende, oltre a Milano, anche i comuni di Sesto, Bresso, Cinisello, Cusano Milanino e Cormano. I vari interventi hanno assunto due aspetti specifici: da una parte ci sono stati quelli volti a sottolineare le specificità dei parchi periurbani di Milano, ad esempio, il parco della Balossa, che è prevalentemente area agricola e quindi può diventare anche fonte di risorse alimentari per il centro cittadino, tematica d’altro canto di stretta attualità, e in linea con l’Expo 2015. Dall’altra parte, c’è stato chi ha tenuto a sottolineare le difficoltà economiche in cui i Parchi versano per la loro manutenzione e sussistenza: gran parte dei fondi ,il 30-40%, veniva infatti in passato erogato dalla Province, e le sovvenzioni regionali si sono enormemente ridimensionate, passando da 10 milioni in un anno, che erano garantiti fino ad una decina di anni fa, a 10 milioni in tre anni. I costi, d’altro canto, sono elevati: la manutenzione del solo Parco Nord richiede l’impiego di 500 mila euro annui. La possibile strada futura che è stata auspicata dai relatori è quella dell’istituzione di un ente unico che venga creato e preposto alla gestione, economica e funzionale dei parchi periurbani, per la creazione della da tempo auspicata “città metropolitana”. La speranza concreta che ciò possa essere fatto con un intervento politico si fonda su un aspetto che appare come tra i più consolanti e positivi dell’intero quadro tracciato: ovvero, il profondo legame che si è creato tra i cittadini dell’hinterland milanese con la realtà dei parchi periurbani, da loro ormai considerati imprescindibili. D’altro canto, non si tratterebbe che di rendere ufficiale qualcosa che, nei fatti ,già esiste, ovvero la connessione tra Parco Agricolo Sud, Parco Nord , Parco della Media Valle del Lambro e Parco della Balossa, creando una struttura istituzionale che possa dare maggiore continuità e conformità alle azioni intraprese, e soprattutto che sia in grado di catalizzare e gestire i fondi necessari per l’onerosa manutenzione dei parchi stessi.