I progetti dell’Università sul Parco della Balossa

Il Parco della Balossa, insieme agli altri parchi periurbani di Milano, è oggi una realtà consolidata, per quanto soffra sempre una stessa problematica, purtroppo comune a molte altre realtà italiane, ovvero , la carenza di fondi. Anche negli anni passati, dal momento in cui esso è stato istituito, c’è sempre stata la necessità di, per così dire, aguzzare l’ingegno, per far fronte alle varie necessità che la gestione di uno spazio simile comporta.

Ad esempio, nel 2011 ci si è posti un problema che potrebbe sembrare secondario, ma che invece è molto importante per la sopravvivenza del parco della Balossa, ovvero, la percezione che di esso hanno i cittadini. In sostanza, questo parco è formato da un complesso intreccio di spazi pubblici e privati: comprenderne a fondo i confini, spesso, non è facile. Tale indeterminatezza può condurre ad una visione offuscata del parco stesso e della sua natura. Invece, è molto importante che i milanesi sentano come proprio uno spazio verde che riveste una fondamentale importanza per la vita della metropoli, che qui trova una naturale valvola di sfogo dallo smog e dal caos cittadino. Comunicare l’ambiente, in definitiva, è un compito arduo ma importante tanto quanto averne cura. Purtroppo, la comunicazione richiede spesso un notevole impegno economico, che il comune di Cormano e quello di Novate non avevano. Si è così pensato di ricorrere alle “forze giovani”, ovvero alle menti progettuali dei ragazzi che all’epoca studiavano presso il Politecnico di Milano. In sostanza, si è dato l’incarico ad un gruppo di quaranta ragazzi, guidati dal professor Francesco Ermanno Guida, di ideare dei cartelli e della segnaletica idonea per il Parco della Balossa, e anche la grafica e il design più adeguati per la sua comunicazione all’esterno. Gli studenti sono stati suddivisi in nove gruppi che hanno partecipato a questo singolare workshop con notevole entusiasmo. L’idea di questo progetto è nata dalla mente di un consigliere di Cormano, Alessio Unfer, ex studente del Politecnico, e ha riscontrato un inatteso successo tra i giovani progettisti, che si sono prestati ben volentieri a sviluppare nuove idee. Il workshop si è svolto in tre fasi: la prima è stata la presentazione del progetto; la seconda il sopralluogo fisico al Parco da parte dei partecipanti, e infine la terza la realizzazione delle tavole con i percorsi, la segnaletica, e tutto quanto possa essere utile per la comunicazione della struttura e dei confini del parco. Alla fine, le tavole sono state esposte il giorno 19 giugno in un “salotto all’aperto”, un incontro con la cittadinanza in cui si sono illustrate le varie idee concepite. In seguito, nel mese di settembre, le tavole sono state nuovamente esposte per la festa del parco. L’allora assessore all’urbanistica di Cormano, Tatiana Cocca, nonché presidente del parco della Balossa, si è detta molto soddisfatta dei risultati raggiunti. Ha poi spiegato che l’idea di ricorrere agli studenti del Politecnico per avere idee progettuali, piuttosto che ad un’agenzia già consolidata, non è stata dettata solo dalla scarsità dei fondi. In primis, si è voluta dare un’opportunità di crescita ai ragazzi mettendoli alla prova sul campo, e inoltre si è voluta dare loro la visibilità che meritano, premiandone la creatività. In secondo luogo, si è auspicato di poter girare all’Università i finanziamenti che eventualmente sarebbero potuti arrivare per realizzare il progetto.