Nuova popolazione per il Parco Nord e della Balossa

Il progetto per la creazione di parchi periurbani intorno alla città di Milano è partito oltre trenta anni fa, quando non si sperava di ottenere dei grandi risultati. Milano è una grande metropoli e non solo la vegetazione stentava a sopravvivere alle colate di cemento che avevano caratterizzato l’urbanizzazione del dopoguerra, ma soprattutto era difficile sperare che la fauna selvatica potesse trovare di nuovo questi habitat consoni alla sua sopravvivenza.

Fu quindi una scommessa in cui pochi credevano, e c’è ancora chi ricorda l’emozione che accompagnò la scoperta di un esemplare di rospo smeraldino, uno dei primi animali selvatici che tornarono ad abitare al Parco Nord. Con il tempo gli esperimenti finalizzati al reinserimento in natura di specie che in passato erano state allontanate per via della desertificazione del loro territorio di riproduzione si sono moltiplicati e a volte hanno avuto successo, a volte meno. Quello che si può dire oggi, a trenta anni di distanza, è che i risultati raggiunti sono davvero soddisfacenti, e per certi versi anche sorprendenti. Tra il Parco Nord e il Parco della Balossa è possibile avvistare una fauna selvatica davvero molto nutrita, che spazia dalle volpi ai cervi, ai ricci, ad una vasta schiera di specie dell’avifauna. Aironi, falchi e cigni sono ormai presenze abituali; così come non mancano i rapaci, che hanno sofferto più di altri la restrizione dell’habitat in quanto hanno bisogno di larghi spazi per cacciare. Ma ormai il Parco Nord e il Parco della Balossa sono tornati ad essere dei luoghi accoglienti per la loro vita e la loro possibilità di riprodursi, come ha certificato anche il C.R.A.S (Centro di Recupero per Animali Selvatici) di Vanzago. Il C.R.A.S. ha infatti certificato il Parco Nord come luogo idoneo alla rimessa in libertà di alcuni esemplari di rapaci diurni e notturni, cosa che è stata realizzata il 4 di agosto alla presenza delle GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) del parco e di alcuni curiosi appassionati di birdwatching. In tutto si trattava di 18 rapaci trasportati al Parco Nord, nella zona della cascina, dall'oasi di Vanzago: 4 gheppi, 2 allocchi, 1 gufo, 1 barbagianni e 6 civette. Tutti loro erano dei “pulcinotti”, vale a dire degli esemplari nati nel coso dell’anno e quindi ancora molto giovani. Presso l’oasi di Vanzago sono stati addestrati per poter sopravvivere anche in cattività, e quando è arrivato il momento di lasciarli volare liberi è stato un momento molto emozionante per tutti i presenti. A raccontare l’esperienza sul sito ufficiale del Parco Nord è stata una delle Guardie Volontarie che hanno partecipato all’evento. La reimmissione in libertà è avvenuta in tempi ben precisi, poiché prima dovevano essere liberati i rapaci diurni e solo al tramonto quelli notturni. I primi ad impossessarsi degli spazi aperti del cielo sopra Milano sono stati i gheppi, in mattinata, ed hanno subito trovato rifugio tra i rami dei pioppi. A sera sono stati lasciati liberi, nell’ordine, i due allocchi, il gufo e infine il barbagianni. Le ultime ad aver riacquistato la libertà sono state le civette, rilasciate in tarda serata. Adesso questi splendidi esemplari dovranno cavarsela da soli, cercando di conquistare il loro spazio, e la speranza dei volontari è che riescano a proliferare nel nuovo habitat. La fauna locale quindi continua a crescere, per creare parchi sempre più ampi, che fungano davvero da polmone verde per la città.